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Recensione 'La ragazza della pioggia' di Gabi Kreslehner

Titolo: La ragazza della pioggia
Autore: Gabi Kreslehner
Editore: Nord
Pagine: 380
Genere: thriller
Prezzo: 15,90 €
eBook: 9,99 €

Nota sull'autrice
Gabi Kreslehner vive a Ottensheim, in Austria. Dopo aver completato gli studi universitari, ha iniziato a lavorare come insegnante di letteratura per le scuole superiori. La ragazza della poggia è il suo primo romanzo pubblicato in Italia.




In una notte fredda e piovosa una ragazza viene travolta da un'auto. Come emergerà dagli accertamenti medico-legali non è stato l'incidente ad ucciderla, bensì un'aggressione precedente.
La detective Franza Oberwieser si troverà ad indagare sul caso e durante l'indagine, con grande sgomento, emergerà un legame tra la vittima e suo figlio, Ben. Franza cercherà di rimanere lucida, determinata a scoprire la verità sulla morte della ragazza.
L'avevano coperta con un telo cerato. Per proteggerla dalla pioggia e dallo sguardo curioso degli automobilisti che sfilavano piano, accanto al luogo dell'incidente. Era giovane, troppo giovane per morire, e aveva quell'aura di tenerezza che avvolgeva i morti quand'erano ancora in bilico tra due mondi, tra due cieli; né di qui, né là, ma da qualche parte nel mezzo...
Una giovane ragazza muore, apparentemente uccisa da un auto ma in realtà vittima di un'aggressione dettata da un'inspiegabile violenza. 
Franza è il detective che si occuperà del caso, ma è anche una donna stanca e infelice e una madre piena di incertezze. E' una donna profondamente imperfetta, un matrimonio che si trascina stancamente, una relazione extraconiugale e non sa praticamente nulla di suo figlio, ormai ventenne. Il lavoro assorbe gran parte delle sue energie e con l'età, e la consapevolezza, che avanzano tutto diventa più difficile.  Addentrandosi nelle indagini verrà a galla il passato della vittima, un'esistenza spezzata dalla brutalità del mondo, un fiore calpestato, sciupato da una realtà dura e corrotta. E verrà fuori anche un collegamento tra la ragazza uccisa e suo figlio, con il quale Franza ha un rapporto fatto di poche parole e molti silenzi. 
Come accade in molti thriller, assistiamo ad un ritmo narrativo che parte lento e  cresce progressivamente, mantenendo l'attenzione abbastanza alta, questo anche grazie all'alternarsi dei punti di vista. Non si fa fatica a proseguire nella lettura, tanto che ho letto il libro in un solo giorno di mare. Ci sono dei colpi di scena ma è subito chiaro che manchi qualcosa: interrogatori, sospetti, piste da seguire, ma niente che venga analizzato a fondo, nessuna consistenza che si intraveda dietro le apparenze. Anche i dialoghi lasciano spesso a desiderare, rivelandosi banali e poco credibili. 
La cosa che però mi ha maggiormente infastidito è stato il mancato approfondimento della figura di Ben. Non posso dirvi di più senza rivelarvi una parte importante della trama, per cui mi asterrò, ma il modo in cui è stato inserito questo personaggio (soprattutto in vista dell'epilogo) mi ha fatto davvero rabbia.
Per contro ho amato il personaggio di Marie, intorno al quale aleggia un'aura poetica che mi ha commosso, un personaggio così reale da risultare autentico, probabilmente per la ricostruzione  del suo doloroso passato, che fin dall'infanzia ha segnato tutte le sue scelte. Ed è proprio questo personaggio a regalare alla narrazione dei passaggi emozionanti.
Un thriller senza infamia (okay, forse giusto un pizzico) e senza lode. Uno di quelli che si leggono velocemente e si dimenticano altrettanto in fretta.

Commenti

  1. Ciao Stefania, per quanto riguarda i thriller io ultimamente ci vado con i piedi di piombo, perchè sto beccando molte fregature...a tal punto che sto un pò perdendo interesse verso questo genere...ciao Maria

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    1. ti capisco, in questo genere è difficile trovarne di veramente belli :(

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  2. Questo romanzo mi incuriosiva ma dalla tua recensione capisco che ha molti dei difetti che non sopporto in un thriller (ma in generale la superficialità è qualcosa che non tollero in nessun romanzo). Non credo che ci perderò tempo...

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  3. Questo libro non mi ispirava molto, nonostante sia un'appassionata di thriller. E dalla tua recensione direi che il mio sesto senso abbia ragione!

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  4. Io l'ho lasciato a metà, non riuscivo a sopportare i dialoghi :( Un romanzo che prometteva bene, ma che mi ha proprio delusa.

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    1. io sono riuscita a proseguire ma mi rendo conto che i dialoghi hanno abbassato di molto il livello della lettura :/

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  5. Ciao Stefania,
    questo titolo l'ho diciamo intravisto, ma non mi ha mai incuriosita troppo.
    Dalla trama sembra bello, ma è facile trovare delle pecche, specialmente in questo genere!
    Ci farò un pensierino, grazie per la recensione ^^

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    1. ciao silvia ^-^
      se non ti ha incuriosita ti consiglio di passare oltre, ci sono thriller più interessanti :)

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  6. Ciao Stefania<3
    Premetto dicendo che non mi piacciono granchè i gialli,infatti ho letto questo libro solo perchè mi è stato regalato.L'ho trovato molto scontato,avevo capito già a metà libro che era l'assassino di Marie,ma come te,ho amato il personaggio di quest'ultima.

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    1. anche a me è stato regalato ma speravo in qualcosa di più :(
      Il personaggio di Marie si fa amare, forse proprio per il suo tormento interiore...peccato davvero per il resto! :*

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  7. Mi aveva molto incuriosito questa trama ma dalla tua recensione capisco che leggerlo sarebbe più una delusione che altro :(
    Peccato, poteva uscirne qualcosa di veramente buono.

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  8. mi ispirava molto ma a questo punto aspetterò l'edizione economica!
    audrey

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