Recensione 'La trappola' di Melanie Raabe

Titolo: La trappola
Autore: Melanie Raabe
Editore: Corbaccio
Pagine: 329
Genere: thriller psicologico
Prezzo: 16,40 €
eBook: 9,99 €
Omaggio ce

Nota sull'autrice
Melanie Raabe è nata a Jena nel 1981, è cresciuta in un paesino di quattrocento anime della Turingia, ha trascorso l’adolescenza giocando a calcio e arrampicandosi sugli alberi in una cittadina della Vestfalia settentrionale e ha studiato Scienze della comunicazione e Letterature comparate a Bochum. Ha lavorato come giornalista e scritto testi teatrali e racconti. «La trappola» è il suo primo romanzo.


Linda Conrads è una celebre autrice di bestseller, vive in una casa in campagna avvolta da un'aura di mistero. Da undici anni, infatti, non mette piede fuori dalla sua abitazione. La stampa parla di una misteriosa malattia, ma un evento traumatico è all'origine di tutto. Un omicidio efferato. Sua sorella Anna riversa in una pozza di sangue. Uno sguardo gelido, che Linda non ha mai dimenticato. Poi le indagini, sospetti rivelatisi infondati, il caso mai risolto. Da allora, Linda non è più la stessa. Rifugge il mondo in cui l'assassino di sua sorella si aggira indisturbato. Finché un giorno, in un servizio televisivo non incrocia di nuovo quegli occhi. Linda vuole incontrarlo, deve incontrarlo, deve sapere cosa è accaduto quella sera e perché sua sorella è stata uccisa. Pianifica una trappola per il mostro. Ma quando se lo ritrova davanti le sue certezze vacillano. Il mondo si capovolge e Linda non è più sicura della sua verità.
Linda Conrads da undici anni vive in un isolamento quasi completo. Gli unici contatti con il mondo sono il suo cane Bukowski, il suo editore, e la sua assistente Charlotte.
Non c'è giorno in cui Linda non senta nostalgia della vita, di tutte le piccole cose che, intrappolata tra quelle mura, le sono precluse:
Voglio stare in una piazza del mercato in piena estate, in una cittadina qualsiasi, voglio alzare lo sguardo al cielo, schermarmi gli occhi con una mano per osservare il volo spericolato dei rondoni che sfrecciano intorno alla torre campanaria. Voglio l'odore di legno e resina mentre passeggio nel bosco. Il movimento inimitabile di una farfalla, il suo vagare spensierato, senza una meta. La sensazione improvvisa di fresco sulla pelle calda quando in estate una nuvola passa davanti al sole. Il graffio viscido delle piante acquatiche sul polpaccio quando nuoti in un lago.
Da quel terribile giorno di undici anni prima tutto è cambiato. Insieme a sua sorella ha smesso di vivere anche una parte di lei. La sua meravigliosa casa si è ben presto trasformata in una prigione dorata, dalla quale Linda non riesce a liberarsi. Non con la consapevolezza che lì fuori, sotto il suo stesso cielo, l'assassino di sua sorella continua a vivere, a ridere, a respirare. Linda non può dimenticare quello sguardo gelido, quei penetranti occhi azzurri che l'hanno fissata per un lungo istante prima di sparire nel buio, mentre Anna giaceva in una pozza di sangue. E proprio quegli occhi si trova davanti in un giorno qualunque, mentre la televisione trasmette un servizio giornalistico. Lui è lì, la fissa dallo schermo. Linda ha bisogno di incontrarlo, di trovarsi faccia a faccia con l'assassino di sua sorella. Pianifica una trappola. Decide di rilasciare un'intervista a colui che ha distrutto la sua vita. Nessun giornale rifiuterebbe questa opportunità. Ma con quale pretesto? Linda sa che l'unica arma di cui può servirsi è la sua penna. Scriverà un romanzo in cui racconterà nei dettagli l'omicidio di Anna. Dettagli di cui solo lei e lui sono a conoscenza.
L'incontro avviene, ma ben presto Linda si troverà a fare i conti con sensazioni impreviste. Tutto vacilla, la sua mente si annebbia e all'improvviso non è più sicura di nulla. E' davvero lui l'assassino? Quell'uomo sereno ed equilibrato che le sta di fronte? La sua mente è ancora lucida? Cosa è accaduto realmente quella notte in cui lei si trovava sulla scena del crimine?
La trappola è un thriller che mi ha colpito per l'impostazione, che ho trovato particolare. Innanzitutto si apre con la scoperta dell'identità dell'assassino, e tutto ciò che segue non riguarda indagini, tracce da seguire, sospetti. Ciò che accade è un percorso interiore, nella mente di Linda, nei suoi ricordi, nelle sue paure, negli elementi rimossi, nei suoi ingombranti sensi di colpa. Il lettore si trova quindi catapultato nei suoi pensieri, in quelli consci e in quelli più profondi, non sa quanto può fidarsi della sua mente, non sa fino a che punto quell'evento ha alterato i suoi pensieri e se addirittura esistono ricordi antecedenti che Linda non riesce ad ammette nemmeno a se stessa. 
Ho trovato originale anche l'alternarsi dei capitoli al presente con quelli del bestseller che Linda scrive con l'obiettivo di incastrare il mostro. Capitoli che rendono partecipe il lettore su quanto accaduto undici anni prima e che contribuiscono ad alimentare la tensione narrativa. Lo stile è scorrevole e le personalità dei personaggi davvero complesse e ben articolate. La protagonista emerge con tutto il suo bagaglio di dolore, col suo pesante fardello di solitudine, col desiderio di far parte di un mondo dal quale si è tagliata fuori, con i timori e le contraddizioni che nella sua mente si aggrovigliano fino a confondere i rapporti di causa ed effetto.
Mi aspettavo un finale meno lineare, l'avrei trovato più calzante, per il resto è un libro perfetto per questa stagione, consigliato a tutti gli amanti dei thriller con taglio psicologico ed introspettivo.



Commenti

  1. Finalmente un thriller con un pizzico di originalità! Me lo segno e complimenti per la recensione! Un abbraccio Maria

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  2. Cara Stefania anche questa volta sei riuscita a conquistare la mia attenzione con una intensa e ricca recensione. Non mi resta che acquistare il libro e godermi un bel thriller. Sono sempre felice quando trovo nuovi thriller da leggere :)

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    1. spero non ti deluda! a parte l'appunto inerente al finale, mi è piaciuto molto ^-^

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  3. Devo assolutamente leggerlo! :)

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  4. Ok, sono andata in libreria e l'ho evitato...perdere una sorella...l'ho vissuto da spettatrice mentre la mia mamma si struggeva dopo aver perso la sua...però la tua recensione ha aperto uno spiraglio, vedremo.

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    1. sì, forse farebbe troppo male, è una tematica che purtroppo hai vissuto da vicino :(

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  5. anche io, a parte una piccola delusione sul finale, ho amato e consigliato questo libro!
    http://www.audreyinwonderland.it/

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