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Recensione 'Due biglietti per la felicità' di Caroline Vermalle

Titolo: Due biglietti per la felicità
Autore: Caroline Vermalle
Editore: Feltrinelli
Pagine: 224
Genere: romanzi stranieri
Prezzo: 15,90 €
Ebook: 9,90

Omaggio ce

Nota sull'autrice
Caroline Vermalle (Piccardia, 1973) è figlia di un pilota di caccia e di una bibliofila. Appassionata di viaggi, cinema e avventura, ha studiato scienze cinematografiche e ha prodotto documentari per la Bbc a Londra. Nel 2007 è tornata in Francia e, dopo aver girato il mondo per quasi un anno insieme alla famiglia, si è stabilita a Vendée, di fronte all’oceano Atlantico, per dedicarsi interamente alla scrittura. I suoi romanzi sono stati tradotti con successo in Germania e in Spagna. Feltrinelli ha pubblicato La felicità delle piccole cose (2014) e Due biglietti per la felicità (2015).

Nel piccolo centro balneare di Villerude-sur-Mer, il Cinema Paradis trasmette film d'essai. Una domenica come tante il proiettore si guasta e Camille, l'anziano gestore, si rivolge ad Antoine per una riparazione urgente. Antoine, colui per cui le macchine non hanno misteri, che in effetti riesce a risolvere il problema in pochi minuti. Ma il ragazzo sembra distratto da una donna presente in sala, nella quale gli sembra di riconoscere la ragazzina di Parigi con cui trascorreva le estati da bambino, Rose. Rose che dopo tanti anni ha deciso di tornare a Villerude, sperando di ritrovare se stessa.
Il Cinema Paradis trasmette ancora film in bianco e nero, nella piccola comunità balneare di Villerude. Purtroppo è destinato alla demolizione: il sindaco ha intenzione di venderlo ad un imprenditore locale che vuole trasformarlo in un parcheggio. Alla morte di Camille, lo storico gestore, Antoine accetta di occuparsi della proiezione delle pellicole, ma non sa come evitare che il cinema venga distrutto. L'associazione di cui fa parte, Les amis du Paradis, indice una raccolta di fondi online, che tuttavia non sembra rivelarsi proficua.
Nel frattempo il cuore di Antoine è in subbuglio, la straniera arrivata da qualche giorno in città è davvero la ragazzina con cui trascorreva le estati della sua infanzia, il suo primo amore, l'unico in cui avesse mai creduto prima di trincerarsi in un mondo di disincanto e di relazioni a breve termine.
Ma cosa ha spinto una celebre violoncellista a fare ritorno, dopo vent'anni, nel piccolo paese dei nonni? Probabilmente il fatto che la sua vita non è tutta rose e fiori come sembrerebbe dall'esterno. Il successo ha finito per rubarle l'identità, la gioia di vivere, la stessa passione per la musica.
Caroline Vermalle racconta come questo libro nasca in un momento complicato della sua vita - in cui la scrittura non le regalava la consueta gioia - e di come si sia identificata nel personaggio di Rose. Personaggio nel quale, leggendo, ho riscontrato una potenza vitale estranea agli altri protagonisti. Rose ha tutto ciò che si possa desiderare: talento, fama, denaro. E' riuscita a trasformare la sua più grande passione in una professione, eppure si sente profondamente infelice. Schiacciata dal peso delle aspettative, abbagliata dalle luci di un mondo fatto di apparenze che ha finito per oscurare il suo essere. Tanti sorrisi intorno a lei, ma chi le starebbe accanto se fosse semplicemente Rose? Senza quello strumento che ha finito per trasformarsi nel suo peggior nemico? Non è difficile far coincidere i pensieri di Rose con quelli di una scrittrice affermata e, durante la narrazione, ho percepito la forza di questi sentimenti, insieme alla sensazione che questo libro possa esser stato per lei una sorta di mezzo per superare un momento di empasse personale e professionale.
Due biglietti per la felicità è una lettura dolce e romantica, di quel romanticismo un po' vintage che mi ha ricordato Barreau e la Ahern.
Ci sono descrizioni che mi hanno molto colpito, i luoghi di mare in fondo si somigliano un po' tutti e per me, che vicino al mare ci sono nata e cresciuta, questi scorci paesaggistici hanno sempre un certo fascino.
Diverse cose hanno però contribuito ad abbassare il mio indice di gradimento personale, prima fra tutte la sorte destinata a Camille: la decisione dell'autrice di trasformarlo in un fantasma dopo la sua morte. Un fantasma intrappolato nel Cinema Paradis, con il compito di aiutare Antoine (l'unico che possa vederlo) a intraprendere la direzione giusta. Non amando le componenti surreali ho percepito questa scelta come una nota stonata. 
C'è poi il rapporto tra Rose e Antoine, che si evolve in maniera piuttosto infantile, mancando della profondità che mi sarei aspettata in una relazione tra adulti.
E' un libro che ho letto in un pomeriggio, che mi ha lasciato un sorriso e non molto di più. Una di quelle storie che non fanno della verosimiglianza la propria forza, che ricordano le commedie romantiche, da guardare in una giornata uggiosa, muniti di plaid e popcorn. A mio avviso se l'autrice fosse riuscita a infondere alla storia maggiore spessore e credibilità, questo libro sarebbe potuto essere meraviglioso. Lo consiglio comunque per una pausa leggera, agli animi particolarmente romantici a caccia di lieto fine e ad un pubblico più giovane. Di tanto in tanto letture di questo tipo non fanno male, soprattutto quando scivolano via in poche ore.










Commenti

  1. Grazie per la segnalazione, non lo conoscevo assolutamente ma mi incuriosisce molto!! :)

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  2. Di quest'autrice ho letto "La felicità delle piccole cose" recentemente e mi è piaciuto molto :) tuttavia, non credo che leggerò questo romanzo, la trama mi pare identica a quella di "Una sera a Parigi" di Barreau, che ho già letto e apprezzato.

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    1. 'La felicità delle piccole cose' lo possiedo ma non l'ho ancora letto, credo che lo leggerò presto! :)

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  3. a me ispira questo libro.. deve essere carino *-*

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    1. se ti piace il genere molto romantico e non ti disturbano le componenti surreali sarà una lettura piacevole :)

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  4. Ha ragione Giorgia, la trama è davvero molto simile al libro di Barreau... che delusione :-(

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    1. in realtà a parte il cinema d'essai, la trama si evolve in modo differente, comunque sono sullo stesso genere, sebbene io abbia preferito quello di Barreau, l'ho trovato più magico e con una maggiore cura per i sentimenti dei protagonisti :)

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  5. Il genere romantico non è tra i miei preferiti. Leggo, dalla tua onesta e precisa recensione, che c'è anche un fantasma tra i personaggi della storia. Il fantasma del cinema potrebbe risultarmi simpatico :)

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    1. ehhehe potrebbe, ma non fa troppa paura ahimè! xD

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  6. Molto intrigante la copertina ma le storie d'amore non sono il mio forte..passo.

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  7. l'ho chiesto per natale perchè mi ispira ma non abbastanza da comprarlo io stessa....
    http://www.audreyinwonderland.it/

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  8. Come sai sono in animo romantico a cui piace struggersi leggendo, poi nomini Barreau e io mi lascio incantare, come da quella immagine che ritrae un paese in bilico sull'acqua...ma la componente surreale non sempre ci sta, e l'ho accettata solo in pochissime letture, quindi credo che passerò con grande dispiacere.

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