Recensione 'L'amore è una favola' di Annarita Briganti


Titolo: L'amore è una favola
Autore: Annarita Briganti
Editore: Cairo
Pagine: 192
Genere: romanzo
Prezzo: 13,00 €


Nota sull'autrice
Annarita Briganti, giornalista culturale e scrittrice. Napoletana globetrotter, felicemente espatriata a Milano, scrive di libri su Repubblica e Donna Moderna, dove ha anche un blog. Si occupa di qualsiasi cosa abbia a che fare con la letteratura. Ama presentare i libri suoi e degli altri, collezionare libri autografati, fare fotografie, leggere, mangiare, bere e gli Artisti. La trovate su Twitter e Instagram – @annaritab72 –, su Facebook e ovunque ci sia connessione. Con Non chiedermi come sei nata (Cairo, 2014), il suo primo romanzo, una storia vera d’amore e fecondazione assistita, ha vinto il Premio Comoinrosa, ha girato l’Italia e lo sta portando a teatro. L’amore è una favola è il suo secondo romanzo, con la stessa protagonista, #Gioia

Gioia Lieve è una giornalista culturale freelance, delusa da uomini che professavano amore prima di uscire dalla sua vita senza lasciare traccia. Ma Gioia non si arrende, continua a credere all'amore con la stessa determinazione con cui crede nella sua professione. Ed è proprio in ambito lavorativo che incontra Guido Giacometti, noto artista e seduttore seriale. Gioia accetta l'incarico di scrivere la prefazione al suo ultimo catalogo, senza sapere che la vita ha in programma per loro molto di più.
Ho amato Gioia fin dal nostro primo incontro, in Non chiedermi come sei nata, primo romanzo di Annarita Briganti. In quella storia avevamo imparato a conoscere una donna indipendente, determinata ma anche molto fragile, alle prese con un desiderio di maternità che si infrangeva contro situazioni sentimentali instabili e normative italiane inadeguate per chi anela ad avere un bambino senza un uomo accanto. Non vedevo l'ora di ritrovarla in questo secondo romanzo, nel quale Gioia ci appare ancora lontana dalla stabilità, impantanata nel caos della vita contemporanea - in cui la precarietà lavorativa e quella sentimentale vanno di pari passo - eppure sicuramente cresciuta e cambiata. Dopo l'ennesimo abbandono e un'inseminazione andata male in Spagna, Gioia continua a credere nell'amore, ma questa volta non è più disposta ad accontentarsi di "uomini yogurt", con data di scadenza annessa.
Nella vita di Gioia tante problematiche quanto mai attuali: un conto perennemente in rosso, uno sfratto imminente e uno stalker che la perseguita, intaccando la sua serenità.
Gioia si rifugia nel lavoro, nella professione di giornalista freelance che ingombra la sua casa di libri e riempie le sue giornate di interviste, festival, incontri, scadenze.
Proprio in ambito lavorativo, incontra l'artista Guido Giacometti, noto per le sue opere ma anche per la fama di seduttore seriale. 
Riuscirà la nostra Gioia a non accontentarsi di nulla che non sia la Favola in cui ha sempre creduto? 
Più volte nel romanzo mi sono fermata a riflettere sul doppio significato di questo termine: favola. Intesa come storia a lieto fine o, al contrario, nell'accezione di illusione, abbaglio.
Tutto intorno a Gioia sembra infatti suggerirle che l'amore non esiste, gli uomini che ha amato e a cui si è donata si sono rivelati dei grandi bluff e la sera, quando si trova nel suo appartamento completamente sola, dopo aver ricevuto l'ennesima telefonata anonima da uno stalker senza volto, non è facile convincersi del contrario. Eppure Gioia non si arrende, continua ad amare senza paura, donando tutta se stessa, senza il timore di manifestare le sue emozioni e di mostrare le cicatrici che la vita ha lasciato sulla sua pelle. Cicatrici che in questo secondo libro diventano per lei un monito. Un avvertimento. Non accontentarti di relazioni surrogate. Non accontentarti di rapporti sbilanciati.
Vi lascio la curiosità di scoprire se l'Artista riuscirà ad essere ciò di cui Gioia ha bisogno. Personalmente, ancora prima di arrivare all'epilogo, ho avuto la netta sensazione che, con o senza Principe, Gioia fosse riuscita a salvarsi da sola.
Di questa donna mi ha totalmente conquistato la sua onestà, la sincerità sprezzante, l'essere se stessa fino in fondo, fino alla piena consapevolezza delle proprie debolezze, senza maschere e senza edulcoranti.
Perché se l'amore è una favola, il mondo che ci circonda non è di certo un regno incantato, e questo Gioia l'ha imparato a sue spese. E' proprio la sua trasparenza, a volte dolorosa, a volte luminosa, a renderla una protagonista con la quale è impossibile non empatizzare.
Annarita parla dell'amore e della vita senza cadere nella banalità, presentandoci un'esistenza reale, autentica, in divenire, con uno stile altrettanto pulito e sciolto, in cui non manca l'ironia.
Concludo consigliandovi L'amore è una favola, consigliandovi la compagnia di Gioia e riportandovi una delle tanti frasi sottolineate durante la lettura:
L'amore è un castello di sabbia. Basta un'onda per spazzarlo via, ma noi possiamo, dobbiamo, indurire la polvere sottile con cui è costruito, impegnarci per dargli delle fondamenta solide e stabili, difenderlo a tutti i costi dal mondo esterno. Dobbiamo aggrapparci ai sogni come i naufraghi in mare aperto, quali un po' siamo, quando c'innamoriamo di qualcuno.





Commenti

  1. Volevo leggerlo e ho anche pensato di comprarlo in questi giorni, ma forse dovrei leggere prima "Non chiedermi come sei nata" per avere un quadro completo di Gioia. Bella recensione come sempre!

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    1. sì, ti consiglio di leggere prima Non chiedermi come sei nata :)

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  2. Quanto mi piacciono le tue recensioni...Non chiedermi come sei nata sarà la mia prossima lettura, sento già che la storia di Gioia mi entrerà nel cuore. Bravissima come sempre, tramuti le emozioni in parole, grande dono! Ti abbraccio amica mia.

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    1. ma grazie, tesoro *-* aspetto di conoscere la tua opinione su Gioia :)

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  3. Ricordo benissimo la recensione del primo libro e lo avevo messo in wishlist! Sicuramente metterò anche questo, ma il primo mi aveva attirato molto di più, forse per la trama forte e inconsueta..

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