Recensione 'Il rumore delle cose che iniziano' di Evita Greco | Rizzoli

Titolo: Il rumore delle cose che iniziano
Autore: Evita Greco
Editore: Rizzoli
Pagine: 328
Genere: romanzi italiani
Prezzo: 18,00 €
eBook: 9,90 €

Nota sull'autrice
Evita Greco è nata ad Ancona nel 1985. È stata bagnina, animatrice in colonia, cassiera in un supermercato, baby-sitter, segretaria. Quando era bambina, le è stata diagnosticata la dislessia: da allora ha deciso che avrebbe letto tantissimi libri e ne avrebbe scritto almeno uno. Così è nato questo romanzo, che ha già stregato gli editori in Francia, Germania, Portogallo e Brasile.

A casa della nonna c'è un odore. Come se qualcuno avesse appena finito di cucinare qualcosa di buono, e come se, lì dentro, non si potesse mai patire il freddo.
Ada è stata allevata da nonna Teresa che le ha insegnato a riconoscere lo stupore degli inizi. Sì, perché tutte le cose, quando iniziano, fanno un rumore unico e irripetibile, al contrario di quelle che finiscono che, invece, lo fanno in silenzio. Dopo tanti anni in cui la nonna si è presa cura di lei, come la più premurosa delle madri, adesso è Ada ad occuparsi di Teresa, tra le corsie di un ospedale in cui una tremenda malattia la sta lentamente consumando. 
Proprio nel bar dell'ospedale, Ada incontrerà Matteo, che la conquisterà con una margherita. Ma qualcosa rende il loro legame precario, sull'orlo di un equilibrio instabile. Mentre Ada si prepara ad una vita senza la nonna, l'eco doloroso di un altro abbandono la riporterà alla sua infanzia. 
Il rumore delle cose che iniziano è un libro con il quale ho sentito una sintonia quasi immediata e, conquistata da un titolo così poetico, ho deciso che avrei dovuto leggerlo.
Ada è una giovane donna con gli occhi da bambina, ingenua nel senso più puro del termine, un'Amélie Poulain che non sa bene cosa desidera per il suo futuro, sebbene collezioni una lista di strani lavori che vorrebbe fare da grande, come distribuire benedizioni, sotto forma di caramelle, a gente che rischia di finire dentro burroni alti migliaia di metri o far sparire da tutti i giornali e siti notizie come "la prossima eclisse sarà visibile tra dieci anni". Ada è attenta ai dettagli, sofferma il suo sguardo sulle piccole cose, sulle parole, sui gesti. Ada non dà nulla per scontato e del resto, se a soli tre anni tua madre decide che non ha tempo per occuparsi di te, impari presto che nulla può essere dato per certo. Ada è fragile, una fragilità così dolce da far male. Io, questa protagonista, l'ho amata, con le sue insicurezze e le sue paure, con il suo sentirsi sempre fuori posto, in un mondo che scorre veloce e dove la linea tra i sognatori e gli illusi è sempre più labile e sottile. L'ho amata per i suoi sentimenti fanciulleschi, per il suo sguardo pulito, perché chi meglio dei bambini sa parlare d'amore? Il suo rapporto con nonna Teresa mi ha toccato, commosso, emozionato. Cosa, in particolare? I dettagli, che poi sono quelli su cui anch'io, come Ada, tendo a concentrare la mia attenzione. E allora mi commuove il fatto che Ada bambina usi il rossetto come metro del benessere della nonna (se non lo mette significa che qualcosa non va), perché è un particolare a cui anch'io facevo attenzione da bambina, da quando mia madre non lo usò per un lungo periodo. Mi commuove il fatto che la nonna le baci via le lacrime perché è quello che faccio anch'io quando la mia bimba si fa male e non si preoccupa del livido ma perché "esce l'acqua dagli occhi!". Mi commuovono le insicurezze di una bambina che ha difficoltà a leggere e a prendere appunti correttamente e per questo si sente sbagliata, ed io con bambini come lei ci ho lavorato per anni, lottando per fargli comprendere che la dislessia non è una colpa. Tanti dettagli mi sono entrati nel cuore, tanti frammenti che hanno lasciato il segno. Mi ha molto colpito la tematica dell'abbandono, della perdita, la paura che Ada ha di rimanere sola, di perdere di nuovo il suo unico punto di riferimento, ma anche il congedarsi  di Teresa dalla vita, il suo dirle addio attraverso i baci e le carezze, con una tenerezza amara e quasi struggente.
Non si tratta forse di un libro perfetto, ci sono aspetti che mi hanno convinto meno, soprattutto nella parte centrale della storia. All'inizio ho fatto un po' fatica ad abituarmi alla terza persona, che dopo l'impatto iniziale si è rivelata intima come una prima.
In alcuni punti avrei preferito che la trama procedesse in maniera più fluida e che il focus rimanesse puntato su Ada. Invece, nella parte centrale, l'attenzione si sposta su Giulia, l'infermiera che Ada conosce nel reparto oncologico, scelta che rallenta il ritmo narrativo. Giulia è quasi l'esatto contrario di Ada, è una donna impostata, sa cosa vuole, sa da dove viene e dove è diretta. La sua vita è un susseguirsi di tappe predefinite, senza soste o deviazioni. Nella vita di Giulia non c'è spazio per la meraviglia, per i dettagli, per le sfumature, per i particolari. Ciò che conta è il quadro nel suo complesso, il resto sono futilità. Eppure sono proprio quelle futilità a dare valore alle cose, ai momenti, alle persone. 
Una storia che mi ha emozionato tantissimo, forse per la dolcezza che emerge dalle pagine, forse per la presenza di pensieri affini al mio modo di essere. Una storia allo stesso tempo imperfetta.
Ma, a fine lettura mi chiedo, è così importante la perfezione?
 




Commenti

  1. Sai già, concordiamo su tutta la linea.
    Curiosissimo per il libro che hai in lettura: a pelle, così, mi pareva la solita fotocopia della Flynn, ma io devo sempre indagare. ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono a pagina 70 e per il momento a me la curiosità è già passata xD Cercherò di finirlo per poterti dare un parere esaustivo :D

      Elimina
  2. Io penso che non sia la perfezione a contare, ma ciò che un libro trasmette e le emozioni che ci lascia e dalle tue parole si intuisce quanto questa lettura ti abbia emozionata. Mi è piaciuto molto il modo in cui hai descritto il rapporto tra la nonna e la nipote e la cura nel cogliere i dettagli.. Solo per questo secondo me, vale la pena leggere questo libro ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. concordo con te, Fede! :) io mi lascio sempre trasportare dalle emozioni!

      Elimina
  3. Leggere le tue recensioni è come tuffarsi in un mare di emozioni. Sensibilità e attenzione ai particolare sono qualità che emergono prepotentemente dai tuoi pensieri. Prendo nota :)

    RispondiElimina
  4. Mi sono emozionata leggendo la tua recensione su questo romanzo che, come ho detto più volte, un po' mi attira un po' mi spaventa.
    Brava, ci hai regalato un pezzettino di te :)

    RispondiElimina
  5. La mia Ada, la nostra Ada...
    Questo libro è così intimo, solo chi ha una grande sensibilità lo può apprezzare.
    Riguardo al personaggio di Giulia, ho apprezzato molto questo stacco a differenza di te.
    Mi è piaciuto molto il fatto che l'autrice abbia messo a confronto due personalità opposte, dimostrando che spesso chi calcola tutto dando per scontata la vita si ritrova con nulla in mano alla resa dei conti, mentre i sognatori, i romantici un po'ingenui,come Ada, con il cuore scalano vette irraggiungibili ai monotoni calcolatori.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. hai ragione, Francy, è come una frase detta sottovoce :)
      ce ne fossero di più di anime romantiche! abbraccio grande!

      Elimina
  6. Che bello questo libro *-* voglio leggerlo!!!
    Buone vacanze!!! Ci leggiamo al tuo ritorno! Un forte abbraccio Maria

    RispondiElimina

Posta un commento

Diventa lettore fisso
del blog.

Post più popolari