Recensione 'Lo strano viaggio di un oggetto smarrito' di Salvatore Basile | Garzanti

Titolo: Lo strano viaggio di un oggetto smarrito
Autore: Salvatore Basile
Editore: Garzanti
Pagine: 250
Genere: romanzi italiani
Prezzo: 16,40 €
eBook ita: 9,99 €
Omaggio CE
Scheda del libro 


Nota sull'autore
Salvatore Basile è nato a Napoli e vive a Roma, dove fa lo sceneggiatore e regista. Ha scritto e ideato molte fiction di successo. Dal 2005 insegna scrittura per la fiction e il cinema presso l'Alta Scuola in Media Comunicazione e Spettacolo dell'Università Cattolica di Milano.


Non ti preoccupare...tutti credono pazzo chi cerca di essere felice.

Michele ha trent’anni e tutta la sua vita ruota intorno al lavoro presso la stazione di Miniera di Mare. Ogni sera, quando gli ultimi passeggeri abbandonano il convoglio, lui dà inizio al suo rituale. Sale sul treno, aspira gli odori che permeano le carrozze, pulisce accuratamente tutti i vagoni, lucida vetri e maniglie e, come un padre affettuoso, recupera gli oggetti dimenticati da viaggiatori distratti. Oggetti che ingombrano un’intera stanza della sua casa, situata all’interno della stazione stessa. Tutta la sua esistenza si dipana infatti in una manciata di metri, che Michele percorre e ripercorre giorno dopo giorno, intrappolato in una routine fatta di gesti sempre uguali. Unica compagnia dei suoi pasti insapore, gli oggetti smarriti dai viaggiatori, che cataloga con cura e attenzione. La vita che scorre oltre la stazione assume per Michele contorni minacciosi, perché se a sette anni tua madre varca l’uscio di casa con una valigia, promettendoti di tornare, e abbandonandoti per sempre, il mondo là fuori non deve sembrarti un posto bello in cui abitare. Da quel giorno, e ancor più dopo la morte del padre, Michele si è chiuso in se stesso, impedendo a chiunque di varcare la soglia del suo isolamento.
Ma il destino sembra avere altri programmi e un giorno accade l’imprevedibile. Qualcuno bussa alla sua porta per reclamare un oggetto smarrito. Elena, un uragano di entusiasmo e parole, farà irruzione nella sua casa come un arcobaleno su uno sfondo grigio, e niente sarà più come prima. Michele cercherà con tutte le sue forze di tenerla fuori dal suo cuore, perché permetterle di entrare sarebbe un’implicita autorizzazione a ferirlo. Poi un altro evento rimescolerà le carte. Una sera come tante, sullo stesso treno di sempre, Michele ritroverà un oggetto che mai avrebbe pensato di rivedere: il suo taccuino rosso, quello che la madre portò con sé andando via di casa vent’anni prima. La ferita che sembrava rimarginata riprenderà a pulsare con forza sotto la cicatrice. Michele si rimetterà sulle tracce della madre ed Elena lo accompagnerà, a distanza, in questo difficoltoso viaggio.
Lo strano viaggio di un oggetto smarrito è una storia che parla di abbandono, di esperienze traumatiche che determinano il corso di un’esistenza. Un libro che è un po’ una metafora del dolore, degli effetti devastanti che la deflagrazione di una perdita può produrre su chi resta. Perché quando qualcuno ti ferisce così profondamente da bambino, è come scavare un buco in un tronco giovane. Il segno rimarrà visibile per sempre.
Perché nessuno ritorna, anche se lo promette. Soprattutto se lo promette.
Un romanzo che mi ha emozionato tanto, in un crescendo di sentimenti sempre più complicati da gestire. Michele, con la sua ritrosia, le sue prigioni fatte di paure, il suo mondo in bianco e nero, la sua sofferenza così tangibile e reale, è un personaggio che suscita commozione e induce alla riflessione. Elena, al contrario, è colore, irruenza, vita non filtrata. Luce non priva di ombre, perché non esiste un unico modo per affrontare la sofferenza. Ognuno reagisce al dolore secondo personali e insondabili strategie di sopravvivenza. Di che colore sei? Chiede Elena a Michele. E Michele dovrà scoprirlo, ricominciando a vivere, a rischiare, a soffrire, ad abbandonare le confortevoli sfumature di grigio della sua vita. Perché non ci si può difendere dalla tristezza, senza difendersi anche dalla felicità.
La vita è sempre un rischio. Per chiunque.
Un esordio letterario assolutamente riuscito, con un tocco fiabesco e una prosa scorrevole, che mi rendono impaziente di scoprire la prossima storia che Salvatore Basile ci regalerà.










Commenti

  1. E'in Wl e non vedo l'ora di leggerlo <3 adesso ancora di più ^_^

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  2. Più ci penso più mi piace questo libro, adoro i personaggi e le ambientazioni. Grazie per avermi fatto rivivere tutte le belle emozioni provate durante la lettura.

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  3. Ciao Stefy, ecco finalmente il tuo pensiero, come ho detto già a Cuore, a me piace molto l'idea della ricerca dell'orso polare.

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    1. è una bella immagine, carica di significato :) bacii

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  4. Bellissima recensione Stefy :) Da quando è uscito questo libro ne sono stata subito attratta, in primis dalla cover.. dolcissima! Poi ho cominciato a leggere i pareri sempre positivi e commoventi sulla storia.. e così finalmente l'ho acquistato e tra oggi e domani mi immergerò nel magico mondo creato dall'autore :)

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    1. grazie, Fede! <3 aspetto di leggere le sensazioni che ti trasmetterà! un abbraccio

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  5. Ciao Stefy ho letto tante recensioni positive e la tua è una ulteriore conferma! A questo punto mi sorge un dubbio, ma allora non ho capito niente? Perché dico questo, perché a me questa lettura non mi ha coinvolto per nulla! Però vedo che invece lascia il segno...tutti entusiasti...inizio a dubitare delle mie capacità di lettrice! Scherzo! Complimenti per la recensione, molto bella! Un bacio, Rosa

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    1. Ciao Rosa, non dubitare affatto! <3 Il bello dei libri è proprio questo, producono in ognuno un effetto diverso :) Grazie e un grande abbraccio!

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  6. "La vita è sempre un rischio. Per chiunque." Questa affermazione mi ha colpita molto, le infinite sfumature della vita rendono ogni cosa più intensa e la sofferenza, prima o poi, si presenta a tutti. Il modo in cui si reagisce al dolore è personale e insondabile. Ottima recensione, come sempre :)

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    1. Grazie, Aquila <3 E' una frase che ha colpito molto anche me e riflettendoci ho pensato che il bello, in fondo, è anche quello. Se la vita fosse prevedibile, sai che noia! :) Un abbraccio

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  7. Anche a me era piaciuto tantissimo quando l'ho letto.
    Elena mi aveva dato un po' sui nervi solo con quella fretta di parlare "amore" - per l'amor del cielo, non so se sono io cinica, ma non mi puoi venire a dire che ami un tizio e ti chiedi se lui ricambia quando è la seconda volta che lo vedi.
    Ma per tutto il resto, sono assolutamente d'accordo con te!

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  8. Ennesimo libro messo nella wishlist, ora assumiti le tue responsabilità <3
    Grazie per la bella recensione, sono sempre alla ricerca di nuovi libri da leggere <3
    PS: Come se non ne avessi già abbastanza, ma dettagli <3
    Passa da me se ti va, mi fa sempre piacere incontrare nuove blogger che condividono come me l'amore per i libri <3
    https://enchantedbybooksblog.wordpress.com/

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