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Recensione 'Un figlio' di Alejandro Palomas | Neri Pozza

Titolo: Un figlio
Autore: Alejandro Palomas
Editore: Neri Pozza
Pagine: 189
Genere: romanzi stranieri
Prezzo: 16,00 €
Omaggio CE

Nota sull'autore
Alejandro Palomas è nato a Barcellona nel 1967. Laureato in letteratura inglese, traduttore di Katherine Mansfield, Gertrude Stein, Willa Cather e Jack London, scritto romanzi come A pesar de todo, El tiempo del corazón (premio Nuevo Talento FNAC, 2002) e El secreto de los Hoffman (finalista Premio Torrevieja 2008), e racconti come Pequeñas bienvenidas. Con Tanta vita (Neri Pozza 2008) ha ottenuto un grande successo di critica e pubblico.



E' come se Guille fosse il guardiano di un castello pieno di segreti che deve mantenere nascosti, ma che sente il bisogno di condividere con qualcuno perché è una responsabilità troppo grande per lui.
Una frase di John Ruskin dice che I libri si dividono in due categorie: i libri per adesso e i libri per sempre. Il libro di cui vi parlerò oggi è per me uno di quelli che non si perderà nell'oblio, né si mescolerà alle tante storie lette e ancora da leggere. Un figlio, di Alejandro Palomas mi ha colpito e affondato, rendendomi questa recensione più complicata di molte altre, perché sarà una recensione scritta di pancia, molto personale e poco oggettiva.
Guille è un bambino sensibile, pacato, dolcissimo e sempre sorridente. Non ama gli sport, ai quali preferisce la lettura. Quando in quarta elementare arriva in una nuova scuola, la maestra Sonia, attenta al suo comportamento, pensa che si tratti di un bambino troppo perfetto. Un giorno, Sonia chiede ai bambini cosa desiderano fare da grandi e Guille, con il candore che lo contraddistingue, afferma che da grande sarà Mary Poppins perché è una signora simpatica che sa volare, ama gli animali e, quando non lavora, può nuotare nel mare insieme ai pesci e ai polipi. Poco convinta da una risposta che le appare quantomeno insolita, Sonia decide di convocare il padre del bambino per un colloquio, perché c'è un altro elemento a non tornarle: Guille non parla mai della madre, quasi come se lei non esistesse. Manuel Antunez si dimostra subito chiuso e poco propenso al dialogo, nonostante ciò accetta la proposta di far seguire il figlio dalla psicologa della scuola. Cosa prova realmente questo ragazzino gentile e sorridente? Perché suo padre sembra così duro e distante? Sarà proprio Maria, la psicologa infantile, a districare il bandolo della matassa. Attraverso i disegni, i temi e i colloqui con il bambino, riuscirà a comprendere ciò che Sonia aveva intuito: quello che si vede è solo la punta dell'iceberg, Guille si trova dentro un pozzo dal quale chiede di essere tirato fuori. 
Un figlio è stato per me un libro strano. Mi ha attirato per la bellezza della copertina e subito dopo mi ha tirato dentro la storia con una prepotenza che non mi sarei aspettata. Pensavo si trattasse di un romanzo innocuo, uno di quelli da leggere in un giorno o due, voltando l'ultima pagina con un sorriso. Invece mi sbagliavo. Guille e la sua storia mi hanno colpito come un pugno nello stomaco, lasciandomi per lunghi istanti senza aria. Il motivo preciso non lo so nemmeno adesso, che ho lasciato trascorrere alcuni giorni per rifletterci meglio, però proverò a spiegarlo. Guille è un bambino diverso dagli altri, per certi versi solitario, con una sensibilità fuori dal comune, attento ai sentimenti altrui. Un bambino che mi ricorda tanto me stessa alla sua età, con un libro sempre nello zaino, la testa tra le nuvole e il desiderio di proteggere gli altri da dolori che ero già in grado di comprendere.
Ma Guille non è solo me, è anche un po' mia figlia, che a tre anni ha già una sensibilità che mi spaventa, uno sguardo che si sofferma sul mondo andando ben oltre la superficie, uno sguardo che le permette di vedere cose invisibili ai più, ma che, so già, non le risparmierà nemmeno una sofferenza. Qualcuno mi ha detto che sto creando per lei un mondo troppo perfetto e che, prima o poi, finirà per scontrarsi con la realtà. Sarà così, posso immaginarlo, proprio come lo è stato per Guille. Eppure ne sono convinta: la fantasia, la purezza, la meraviglia, fanno sempre da paracadute, fossero anche l'ultima traccia di colore in un mondo sempre più buio e spietato.
Poi c'è Maria, la psicologa scolastica. Maria, per la quale i bambini non sono solo dei pazienti, Maria che porta il lavoro a casa, perché quando il lavoro coincide con il dolore di un bambino, è impossibile archiviarlo e impedirgli di riempire ogni angolo della tua vita. Aver deciso di studiare psicologia ed essermi trovata a lavorare con bambini problematici, a leggere tra le righe delle loro piccole vite, mi ha fatto sentire molto vicina a lei, ai suoi dubbi, ai suoi sensi di colpa, ai suoi scrupoli e alle sue emicranie. Impossibile per me non guardare i disegni di Guille (che troverete tra le pagine del libro) con occhio interpretativo, impossibile non vederci l'abisso e frenare il desiderio di tendere una mano verso di lui. 
Capirete quindi quanto mi è difficile parlare di questo libro in maniera oggettiva e prescindendo da una storia che si è incastrata dentro di me come il pezzo mancante di un puzzle.
I punti di vista principali sono quelli di Guille e di Maria, che si avvicendano durante la narrazione. Presenti solo nei capitoli iniziali anche quelli di Sonia e Manuel, quasi a volerci fornire un quadro introduttivo della vicenda.
Un libro dove fantasia e realtà si mescolano in un'alchimia che tocca, commuove, lacera. Un piccolo protagonista che saprà regalarci un grande insegnamento. Una scrittura delicata che sa dar voce alle emozioni. Un romanzo per chi crede ancora che la magia - che esista o meno - renda il mondo un posto migliore in cui abitare.




Commenti

  1. Recensione bellissima, e concordo sulla magia di questa storia.
    Anche se a me, che un po' eppure sono come Guille, qualcosa non ha convinto nella struttura, come ti dicevo. :)

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    1. Grazie! *-* sì, so che i punti di vista interrotti non ti hanno convinto, a me sono sembrati funzionali per fornire un quadro introduttivo di Guille...però sarebbe stato bello se fossero stati ripresi alla fine, a chiusura del cerchio :) Un abbraccio

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  2. Incantevole recensione, mi incuriosisce questo libro e lo includo come la mia prossima lettura.
    Grazie!

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    1. grazie mille <3 spero ti regali le stesse emozioni!

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    2. Letto, gradito,mi ha emozionata.
      L'ho anche consigliato !
      Devo approfondire l'autore.

      Grazie per avermi fatto conoscere al tenero Guille

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  3. Direi che i giorni di riflessione hanno dato frutti. Stefania L'Annusalibri non si smentisce e ci regala anche questa volta una delle sue splendide recensioni. Ben fatto!
    Ora non mi resta che leggere il libro.

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    1. grazie di cuore, Rosa *-* aspetto il tuo parere!

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  4. Oh, Stefy, questo non è un libro, è una meraviglia! L'ho amato dalla prima all'ultima pagina :)

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  5. Ciao, finalmente passo a leggere il tuo pensiero. Ho iniziato Ieri, sono a metà e l'idea di inserire i disegni mi è piaciuta molto, mi soffermo e li guardo prima e dopo aver letto l'interpretazione di Maria. Voglio finirlo il prima possibile. Febbre permettendo

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  6. Tesoro è stato bellissimo leggerlo nello stesso periodo e parlarne insieme...tu sei la ma Maria...quanto l'ho amata...e Mery Poppins<3
    Recensione sentita e toccante, brava ti voglio bene

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    1. è stato bellissimo parlare insieme del "nostro" Guille *-* grazie grazie grazie, tanto bene! <3

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  7. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  8. Con questa recensione mi hai emozionata!

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