Recensione 'Amabili resti' di Alice Sebold | E/O

Titolo: Amabili resti
Autore: Alice Sebold
Editore: E/O
Pagine: 416
Genere: romanzo
Prezzo: 9,90 €
eBook: 5,99 €

Nota sull'autrice
Alice Sebold è nata nel 1963. Nel 1999 ha pubblicato Lucky (Edizioni E/O, 2003), un libro di ricordi sullo stupro subìto nel 1981, quando studiava all’Università di Syracuse. Nel 2002 ha pubblicato Amabili resti, un successo editoriale in tutto il mondo, da cui Peter Jackson ha tratto l’omonimo film. Nel 2007 le Edizioni E/O hanno pubblicato La quasi luna.


Questi erano gli amabili resti, cresciuti intorno alla mia assenza, i legami, a volte esili, a volte stretti a caro prezzo, ma spesso meravigliosi, nati dopo che me n'ero andata. E cominciai a vedere le cose in un modo che mi lasciava concepire il mondo senza di me.
Susie Salmon è una ragazzina di quattordici anni con le aspirazioni e i sogni propri della sua età. Ma la sua giovane vita è destinata ad essere calpestata, straziata e recisa da un mostro, un insospettabile mostro che vive a pochi passi da casa sua, celato da una maschera di perbenismo.
Un mostro che il lettore individuerà ben presto e ben presto inizierà a disprezzare e odiare.
A raccontare la storia è la ragazzina uccisa, la voce narrante appartiene infatti alla stessa Susie che ci parlerà da un ‘Cielo’ tutto suo. Si tratta quindi di una prospettiva insolita che smarrisce e conforta allo stesso tempo. Dall’alto, Susie, osserva la vita continuare senza di lei, partecipa al dolore della sua famiglia e assiste agli strazianti momenti successivi alla sua scomparsa. Ma la sua attenzione non si focalizza solo sui suoi familiari distrutti dal dolore. Susie osserva anche il suo assassino, la freddezza delle sue simulazioni, la ripugnanza celata dietro ai suoi intenti, sostenendo a distanza l’intuito del padre che forse ha percepito prima degli altri un retroscena poco chiaro dietro quell’uomo apparentemente educato e tranquillo.
Amabili resti è un libro che non lascia indifferenti, impossibile trattenere le lacrime e non avvertire una morsa allo stomaco durante la narrazione. È un libro che scuote, destabilizza, ferisce. Un effetto per me amplificato dall’essere genitore, dall’essere madre di una bambina che mi auguro di saper proteggere da un mondo che sa essere spietato ben oltre l’umana immaginazione.
Dentro la palla di neve sulla scrivania di mio padre c'era un pinguino con una sciarpa a righe bianche e rosse. Quando ero piccola papà mi metteva seduta sulle sue ginocchia e prendeva in mano la palla di neve. La capovolgeva perché la neve si raccogliesse tutta in cima, poi con un colpo secco la ribaltava. E insieme guardavamo la neve che fioccava leggera intorno al pinguino. Il pinguino è tutto solo, pensavo, e mi angustiavo per lui.Lo dicevo a papà e lui rispondeva: "Non ti preoccupare, Susie, sta da re. È prigioniero di un mondo perfetto".
Per alcuni lunghissimi istanti, quelli in cui Susie racconta della violenza subita, ho pensato di non farcela, di non riuscire a proseguire nella lettura. Il suo dolore è diventato il mio, l’orrore salendo dallo stomaco alla gola mi si è appiccicato addosso come una seconda pelle.
Eppure temi come la violenza, la morte precoce, il dolore per la perdita, vengono trattati con un tocco delicato, proprio perché filtrati dallo sguardo limpido e innocente di Susie.
Ed è sempre la piccola Susie ad impedire che il lettore venga inghiottito dalla rabbia e dal dolore, offrendogli qualcosa a cui aggrapparsi, offrendogli la speranza: l’amore è eterno ed è l’unico legame che non può essere spezzato.
Un’ancora di salvezza, ecco cosa offre l’autrice al lettore, quasi come se si sentisse in dovere di non caricarci di un fardello troppo pesante. Un’attenzione che accomuna molte persone che hanno subito violenza, e nella quale è forse possibile riconoscere il vissuto autobiografico dell’autrice.
La scrittura, semplice e lieve, rispecchia l’intento di mantenere dei toni dolci, tenui, senza permettere all’oscurità di prendere il sopravvento.
Struggenti le descrizioni dei familiari, dei genitori e dei fratelli di Susie, del modo di ognuno di reagire alla perdita. Queste, insieme ai flashback che la protagonista inserisce nel racconto, ci regalano uno spaccato di vita di una famiglia americana degli anni 70, una famiglia felice che vive in Pennsylvania quando la provincia americana è considerata un luogo sicuro, sereno, dove si respira ottimismo e positività.
Un libro toccante, con una protagonista che si impadronirà di un pezzetto del vostro cuore.











Recensione realizzata per La chiave di Sophia.

Commenti

  1. Uno di quei romanzi davvero indimenticabile.
    Anche se, a tratti, forse ho preferito il film. Recensione bellissima. :)

    RispondiElimina
  2. Ho questo libro da leggere da tempo, la tua bellissima recensione mi ha convinta a prenderlo in seria considerazione molto presto!! :)

    RispondiElimina
  3. Uno dei miei libri preferiti, che mi ha fatto piangere.

    RispondiElimina
  4. Un libro bellissimo e terribile, l'ho letto parecchi anni fa ma lo ricordo come se l'avessi chiuso ieri! Il film mi è piaciuto molto, ma non quanto il romanzo.
    Della Sebold ho letto anche gli altri due romanzi Lucky per primo,a 14-15 anni; un'altra storia fortissima e cruda, ma scritta con una penna davvero delicata.

    RispondiElimina
  5. Ho già letto la tua recensione su La chiave di Sophia avendo modo di rivivere quei momenti in cui due anni fa lo stomaco si stringeva come un pugno stretto stretto.
    L'ho riletta ora perchè Amabili resti è uno di quei libri che una volta finiti restano, perchè Susy è uno di quei personaggi che si avvinghiano al cuore.

    RispondiElimina
  6. "Amabili resti" è uno di quei libri impossibili da dimenticare, uno di quei libri così terribilmente perfetti che non ne cambieresti una virgola, uno di quei libri che tutti dovrebbero leggere. Un romanzo che ti ferisce e allo stesso tempo ti guarisce. Hai detto benissimo Stefania "Una storia dolorosa narrata con delicatezza": "Amabili resti" è esattamente questo.

    RispondiElimina
  7. Credo di essere l'unica a non aver amato questo libro, mi viene da pensare di essere senza cuore, ma non sono così! Però in questo caso non sono riuscita ad emozionarmi, ho amato soltanto il personaggio del padre di Susie, che mi ha fatto una tenerezza infinita. Per il resto ho trovato il romanzo noioso e prolisso, il "paradiso" creato dalla Sebold mi è sembrato un po' troppo "new age" pur essendo agnostica e ho faticato tantissimo ad arrivare alla fine.

    RispondiElimina
  8. Bellissima questa recensione, non capisco perché ancora non ho letto il libro. Forse perché ho bisogno di trovare il momento giusto per dare spazio a questa storia fatta di dolore...ho amato anche il film ma il libro, da come ne parli tu e da come ne parlano tutti, deve essere indementicabile.
    Paola

    RispondiElimina

Posta un commento

Diventa lettore fisso
del blog.

Post più popolari