Recensione | L'estraneo - Ursula Poznanski e Arno Strobel | Giunti

L'estraneo - Ursula Poznanski e Arno Strobel | Giunti
14.00€ | eBook 8.99€ | 416 pagine | Scheda del libro
Bentrovati lettori,
oggi voglio parlarvi di un thriller targato Giunti e scritto a due mani: L'estraneo di Ursula Poznanski e Arno Strobel.
Joanna esce dalla doccia e si trova davanti un perfetto sconosciuto, un uomo che dice di essere il suo fidanzato, Erik. Ma la donna è certa di non averlo mai visto e non può fare a meno di sentirsi paralizzata dalla paura.
Erik rientra a casa dopo una dura giornata di lavoro, con l'unico desiderio di riabbracciare la sua Joanna, ma la ragazza che si trova di fronte dice di non conoscerlo e cerca di aggredirlo, gettandolo in un limbo di disperazione. Come se non bastasse tutte le sue cose sono scomparse, i suoi abiti, i suoi oggetti personali.
Chi dice la verità? Chi mente? E soprattutto...perché? 
La maniglia si abbassa, la porta si apre, lenta. Joanna  è davanti a me, girata di lato, però mi guarda, tiene ancora la mano sulla maniglia. I miei occhi superano il suo sguardo impaurito e si spingono verso il letto. Una morsa di ghiaccio mi stringe il petto. Forse non è Joanna ad aver perso la ragione, ma io. Il mio piumone, il mio cuscino, il mio armadio...non c'è più niente.
L'estraneo è un thriller che parte bene, con tutte le premesse per rivelarsi avvincente e ricco di suspense. Joanna ed Erik si avvicendano nella narrazione, offrendo al lettore due prospettive distinte, due voci sufficientemente credibili che alternano il punto di vista femminile a quello maschile in un riuscito passo a due.
Il lettore conosce dall'interno i due protagonisti, gode di un punto di vista privilegiato sulle loro paure ed emozioni, e matura lentamente la convinzione che entrambi dicano il vero...ma chi è l'artefice di questo piano? Come è stato realizzato e con quale scopo?
Il tema dell'amnesia, per quanto abusato, rimane sempre molto affascinante, capace di catalizzare la curiosità del lettore. Allo stesso modo anche l'idea di trasportare il germe del dubbio all'interno di un rapporto di coppia, confondendo i confini tra sentimenti positivi e negativi, tra fiducia e dubbio, tra attrazione e repulsione, bugia e verità, amore e odio, non fa che incrementarne l'attrattiva.
Trascinata dal ritmo incalzante della storia ero impaziente di scoprire quale intreccio sorreggesse l'attuale stato dei fatti, sebbene di tanto in tanto avessi riscontrato qualche forzatura nei comportamenti dei protagonisti, gesti non del tutto naturali e pertinenti alla situazione. Tuttavia confidavo in una spiegazione finale che mettesse ogni tassello al proprio posto, un'intuizione scaltra e geniale che aprisse il sipario su una realtà tanto credibile quanto inaspettata.
Purtroppo proprio nell'epilogo, il romanzo ha perso il suo fascino e quella che sembrava una costruzione di verità ben architettata, si è rivelata invece un castello di carte fin troppo facile da spazzare via.
Gli autori, partendo da ottime premesse, hanno probabilmente osato troppo, puntando su un epilogo surreale, pasticciato, esageratamente cinematografico. E' come se avessero voluto stupire il lettori con effetti speciali di scarsa qualità, di quelli che già ad una prima occhiata appaiono posticci.
Un gran peccato, perché non posso dire che L'estraneo sia stata una lettura noiosa o difficile da portare a termine, anzi. Nonostante la mole, la narrazione è scivolata via con estrema facilità.
Un thriller dalle grandi potenzialità che, a mio avviso, non mantiene tutte le promesse.



Commenti

  1. Come sempre ti trovo obbiettiva e convincente nell'esposizione, impossibile non fidarsi del tuo consiglio. L'amnesia mi affascina molto, se usata con moderazione e logica. Ora so che questo libro non fa per me. Bacio

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  2. Che peccato.. sembrava davvero promettente ed intrigante!

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