Recensione | Magari domani resto - Lorenzo Marone | Feltrinelli

Magari domani resto - Lorenzo Marone | Feltrinelli
16.50€ | eBook 9.99€ | 320 pagine | Scheda del libro



Buongiorno lettori...eccomi di nuovo qui dopo una lunga pausa dei cui motivi vi parlerò meglio nei prossimi giorni. Oggi ritorno per parlarvi di un libro che, come i precedenti dello stesso autore, si è rivelato uno scrigno di emozioni.
Dopo La tentazione di essere felici e La tristezza ha il sonno leggero Lorenzo Marone torna in libreria con una nuova storia: Magari domani resto, dando vita ad una protagonista femminile che lascia il segno.
Luce ha trent'anni, è nata e cresciuta nei vicoli dei Quartieri Spagnoli dove ha imparato presto a difendersi dai colpi della vita. Un padre che sparisce dopo averla accompagnata a scuola, una madre indurita dal rancore, un fratello minore su cui vegliare e una nonna dove cercare affetto e conforto, questi gli ingredienti della sua infanzia. E adesso, dopo la laurea in giurisprudenza, si ritrova intrappolata in un lavoro che non la soddisfa, una storia d'amore finita male e il desiderio di andare via da Napoli, lasciandosi tutto alle spalle.
Eppure saranno proprio quei vicoli umidi, così familiari e spesso impietosi, a regalare a Luce doni preziosi e inaspettati: un cane scovato in un cassonetto che saprà sciogliere le sue difese, un anziano vicino di casa che si prenderà cura di lei, un bambino che stravolgerà le sue convinzioni, un futuro nuovo, pronto per essere vissuto. Perché la felicità a volte può assumere forme diverse da quelle che avevamo immaginato ma non per questo meno nobili, non per questo meno vere.
La felicità è silenziosa, Luce, ricordalo. Se fai troppo casino, lei ti passa sulla testa e nemmeno la senti.
Magari domani resto è una storia piena di vita, di profumi, di un sud vivo e tridimensionale, di dettagli, particolari che si staccano dalle pagine per imprimersi nel cuore del lettore.
Tridimensionale proprio come la sua protagonista, Luce, una donna reale con una personalità forte e tante debolezze malcelate, che si serve dell'ironia e dell'irriverenza per tenere a bada una vita che non le ha mostrato il suo volto migliore. Ecco, la bravura di questo autore risiede proprio nella capacità di ammantare le storie di verità, di far sì che i protagonisti si sollevino dalla carta e dal ruolo di personaggi per trasformarsi in persone, in vicini di casa, conoscenti, amici. Lorenzo Marone ci regala spaccati di vita, emozioni genuine, forse di seconda mano, ma proprio per questo autentiche, riuscendo ad assumere di volta in volta i panni di personaggi molto diversi tra loro ma sempre accomunati da una profonda credibilità.
Anche il contesto, in questo ultimo libro, assume un ruolo centrale, che lo riscatta dallo sfondo per conferirgli la stessa rilevanza di un co-protagonista. Napoli ci inebria, riempie le narici del profumo del mare, dell'odore di frittura che si insinua sotto le persiane, del tanfo di chiuso e stantio che si respira in alcune case incastonate tra stradine buie. Una Napoli contraddittoria, dove luci e ombre, male e bene, meschinità e umanità, si mescolano in un insolito passo a due, dove sarà Luce - e la luce - ad avere la meglio.
Le emozioni che la storia trasmette si avvicendano senza perdere intensità, mentre si parla di famiglia, di sentimenti, di amicizia, di coraggio. Del desiderio di fuggire via e di quello di restare. Da ragazza del sud ho compreso molto bene i pensieri e le paure di Luce, di chi teme di essere inghiottito dal buio che lo circonda, di chi desidera andare lontano nutrendo l'illusione di poter tenere a distanza tutto il male. Per poi comprendere che chi nasce con il mare dentro, con un cielo troppo azzurro sulla testa e sottopelle la rabbia che deriva da una realtà ingiusta, da queste cose non potrà mai fuggire, qualunque sia la strada che deciderà di intraprendere sarà destinato a farci i conti e a venirci a patti.
E oggi ti dico, vi dico: non partite solo per fuggire, e non restate solo perché non avete il coraggio di prendere nuove strade. Siate sempre aperti ai cambiamentei, scegliete un obiettivo e puntatelo, però sappiate cha se pò sempr’ fallì, che ca nisciuno è perfetto. E non smettete mai di essere curiosi, pecché ‘a curiosità è ‘na forma ‘e coraggio.
Un libro che non posso non consigliarvi, un viaggio nel quale non sarete dei semplici spettatori ma avrete il privilegio di viaggiare seduti accanto ai personaggi, innamorandovi dei loro difetti e sorridendo delle loro debolezze, lasciando in quel vagone un pezzetto di voi e assorbendo una parte di loro.
Una storia di sogni, di incertezze, di sentimenti veri, di ferite ancora aperte, di ombre scure ma, soprattutto, di una luce inarrestabile che sorprende con una nuova alba.




Vi lascio una breve chiacchierata con Lorenzo che, da amico e autore, ha soddisfatto alcune mie curiosità sulla storia:


- La protagonista del nuovo romanzo si chiama Luce, un nome che è quasi un invito a non rimanere nel buio di una vita mediocre. L'hai immaginato come un nomen omen?
Volevo un romanzo arioso, pieno di luce, colori, allegria, cielo e sole. Non potevo che chiamare Luce la protagonista.

- Nei precedenti romanzi ci avevi abituati a dei protagonisti uomini, com'è stato questa volta immedesimarsi nei panni di una donna?
Come per Cesare, l’anziano burbero de “La tentazione di essere felici”, anche stavolta non ho trovato particolari difficoltà a immedesimarmi in un personaggio lontano da me, forse perché la figura di Luce è quella di una donna come se ne incontrano tante in questa città, forti, coraggiose, ironiche, “leggere”, capatoste, orgogliose. Ho dovuto solo attingere al mio trascorso, ai miei incontri.

- Ancora la famiglia, ancora Napoli, entrambe concepite come un'alchimia di luci ed ombre. Pensi a questi due elementi come a dei tratti distintivi della tua scrittura?
La famiglia è il mio habitat, la commedia è il mio habitat, le relazioni familiari sono alla base della mia scrittura perché sono alla base del percorso introspettivo di ognuno. Napoli è semplicemente la tavolozza sulla quale dipingo ogni volta storie diverse. E non potrebbe essere altrimenti.

- Andarsene o restare è un po' l'interrogativo centrale del romanzo. In una realtà complessa come quella del sud, la fuga può sembrare spesso la scelta più ragionevole. Lorenzo ha mai pensato di lasciare Napoli?
Qualche volta, di rado però. Chi non pensa, a volte, di mollare tutto e fuggire via? Credo sia più importante, però, tentare di migliorare quello che si ha, curare il proprio piccolo pezzettino di mondo, cercare di aggiustare le cose. Fuggire non serve a nulla se prima non ti guardi dentro, se non cerchi di affrontare e risolvere i tuoi demoni interiori, i problemi. Il toro va preso per le corna, diceva sempre mia nonna.

- La rondine evoca la libertà, è spesso associata alla primavera e quindi all'idea di rinascita, ma rappresenta anche l'attaccamento alla propria casa, dal momento che vi fa sempre ritorno. Quale significato pensi sia il più appropriato alla storia di Luce?
Che bisogna saper spiccare il volo quando è il momento, lasciarsi andare alla vita e fluttuare nel cielo come uccelli appunto, cercare di vivere degnamente ogni giorno, senza paura, come ci ricorda il padre di Luce. Però, allo stesso tempo, bisogna dare il giusto valore alle nostre radici, al nido, al riparo, bisogna riconoscere alle abitudini, alle piccole cose che ci riempiono ogni giorno la vita, il merito di essere il nostro faro che ci permette di non perdere la rotta, il rifugio nel quale ci sentiamo protetti, meno esposti alle intemperie. 
Se sai di poter fare ritorno sotto le tue pergole, ti libri in aria con meno paura.


Commenti

  1. Bellissimo post, Stefania!
    L'ho iniziato a leggere proprio oggi. Avendo nonni napoletani, trovi tutto molto familiare e quelle sfumature dialettali mi fanno tanto, tanto sorridere. :)

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    1. Grazie, Michele :) Anch'io le ho trovate un valore aggiunto!

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  2. Lo leggerò ovviamente...La recensione è carica di quella delicatezza con cui ci sai sempre accarezzare, pur mantenendo una razionalità decisa, proprio come Lorenzo nei suoi libri e nel bellissimo scambio che ci avete regalato.
    Brava tesoro, sei forte <3

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  3. Che bella recensione! Il romanzo mi aspetta nel kobo, arriverà presto anche il suo momento!

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    1. Grazie, Tessa! Aspetto di leggere la tua opinione! Un abbraccio

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  4. Ciao Stefania bellissime parole per un romanzo che ha lasciato il segno. Da napoletana ho amato il dialetto e tutte le sfumature che questa maglifica città offre. Bellissima anche l'intervista, Marone è una persona molto riservata e con un animo gentile.

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    1. Grazie Rosa, da napoletana penso tu abbia apprezzato al meglio ogni piccola sfumatura :) Lorenzo è davvero una bella persona, non posso che confermare. A presto! :*

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  5. Stefania hai scritto una recensione meravigliosa. Devo ancora leggere questo libro ma adesso ho una ragione in più. Sei stata davvero brava!

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    1. Grazie mille, Nadia :) sono sempre felice di ritrovarti qui!

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