Recensione | A sangue freddo - Truman Capote | Garzanti


Buongiorno lettori,
come avete trascorso questo lungo fine settimana?
Io ritorno da voi con la recensione di un libro del 1966, una storia che ha lasciato il segno: A sangue freddo di Truman Capote, il resoconto di una strage avvenuta in Kansas nel 1959.
Non so cosa mi aspettassi da questo libro, sapevo di trattasse di un reportage giornalistico e forse proprio per questo immaginavo una narrazione asettica, emotivamente poco coinvolgente. In realtà si è rivelato l'esatto opposto, una lettura che non scivola via, che si sedimenta, prende spazio, scava solchi profondi.
La storia è quella della famiglia Cuttler, ricostruita attraverso testimonianze, colloqui, interviste, la storia di quattro persone uccise brutalmente in una notte di novembre dopo un tentativo di rapina andato male. Ma è anche la storia di Holcomb, una tranquilla comunità del Middle West in cui gli usci rimangono aperti e la fiducia nel prossimo permea il tessuto della società. Fino a quel tragico giorno di fine anni '50, quando la violenza, il sospetto e la paura fanno brutalmente irruzione nel villaggio e nelle vite dei suoi duecentosettanta abitanti.
Nelle quasi quattrocento pagine che compongono il libro, Capote si rivela un narratore straordinario, intessendo una vicenda che si nutre di dettagli, minuzie, particolari e incastrando tante sotto-storie nella grande impalcatura della vicenda primaria.
La narrazione si divide in due filoni. Da un lato troviamo le vittime, con la loro vita che scorre serena e ordinaria in quella che sarà la loro ultima giornata di vita. Il signor Cuttler, generoso e onesto proprietario di una florida fattoria, che prospera grazie al suo impegno e al suo duro lavoro. La moglie, Bonnie, una donna di buon cuore ma fragile e spesso soggetta a crisi depressive. Nancy, sedici anni, solare e attiva nella comunità di Holcomb, non si tira mai indietro quando c'è da dare una mano, ama i cavalli e la recitazione, gestisce la casa da quando la madre non è più in grado di farlo. Kanyon, quindicenne dal carattere più schivo, ha un amico vero e la passione per la caccia. 
Dall'altro lato, in un'alternanza quasi macabra, troviamo i carnefici, la pianificazione, le premesse che hanno condotto all'atroce epilogo. Nella seconda metà del libro si passa dalla descrizione all'approfondimento, alla comprensione delle cause, delle motivazioni che hanno portato gli assassini ad agire, alle conseguenze che queste hanno avuto sulle loro vite.
Un grande desiderio di comprendere la natura umana, di dare una spiegazione razionale ad un fatto apparentemente inspiegabile, sembra sottostare al racconto di Capote.
Il lettore, sebbene inizialmente ignori i motivi che hanno spinto i due uomini alla strage, conosce fin dal principio il corso degli eventi, la fine che toccherà alla famiglia Cuttler. Proprio questo senso di inesorabilità, l'ineluttabilità della faccenda, darà vita al velo di tensione che permea la narrazione. Assistere ai gesti semplici, quotidiani, amorevoli, della famiglia Cuttler e sapere che sono le ultime azioni di ignari condannati a morte mi ha quasi sopraffatto. Immagini che si imprimono nella mente di chi legge con grande impatto emotivo: Nancy che annulla i suoi impegni per insegnare alla figlia di una vicina di casa come si prepara la torta di ciliegie, Kanyon che lavora alla realizzazione di un baule, regalo di nozze per la sorella maggiore, il signor Cuttler che stipula un'assicurazione sulla vita ironizzando sulla sua intenzione di vivere ancora lunghi anni, la vecchia cavalla Babe che sonnecchia placida in giardino. Una famiglia pura, la loro vita quotidiana in campagna, piccoli dettagli che diventano esplosioni alla luce di ciò che sta per accadere.
Era un uomo onesto ma orgoglioso, come aveva diritto di essere. Si era creato una bella famiglia. Aveva fatto qualcosa della sua vita. [...] Come era possibile che una simile forza di volontà, una virtù così cristallina potessero, nel volgere di una notte, essere ridotte a...un fumo che si assottigliava innalzandosi e si disperdeva in quel grande cielo annientatore?
E anche nel delitto - consumato in piena notte - sono i dettagli ad assumere dimensioni gigantesche: la porta aperta che accoglie gli assassini, uno degli uccisori che poggia dei cuscini sotto la testa di Kanyon per offrirgli una posizione più comoda, l'orsacchiotto di Nancy intriso di sangue.
E poi un viaggio nella mente dei carnefici, nelle loro vite precedenti alla strage, nei loro drammi familiari, nelle nefandezze della loro infanzia. Un viaggio che ci conduce all'epilogo previsto, all'inevitabile condanna.
Molte riflessioni emergono durante la lettura, considerazioni sulla società, sulla natura umana, sulla psicologia degli assassini e sulle dinamiche che possono innescare tragedie simili.
A sangue freddo è un libro magnetico, che incastra il lettore in una narrazione vischiosa e a suo modo affascinante. E sono proprio i dettagli, magistralmente dosati da Capote, a tenere viva l'attenzione fino all'ultima pagina. Ma quello che lo rende assolutamente straordinario è la consapevolezza che tutto ciò che viene narrato non è finzione ma semplice - spaventosa - verità.

Commenti

  1. Di Capote ho letto solo il famoso Colazione da Tiffany e ne ho un altro suo in wishlist, ma devo ammettere che dopo aver letto la tua recensione mi sta venendo voglia di recuperare questo e poi di scoprirne anche altri.
    L'impatto emotivo è già molto forte da come ne parli e di solito questi libri non mi deludono mai - specialmente considerata la natura e la realtà di questo in particolare.

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    1. penso proprio che non ti deluderà :)

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  2. Mi hai incuriosito tantissimo, soprattutto per come ne parli! Credo proprio che segnerò questo titolo.

    Nel frattempo colgo l'occasione per invitarti al mio Little Linky Party per i due anni del mio blog, Vento di Libri. http://ventodilibri.blogspot.it/2017/04/festeggiamo-i-due-anni-del-blog-little.html
    Se vorrai partecipare o anche solo fare un salto mi trovi qui :)

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  3. Ti avevo già chiesto il parere su questa lettura intenzionata a immergermi ma frenata dal dubbio che il resoconto si limitasse ad una raccolta di informazioni note.
    Hai cancellato ogni dubbio, sarà il prossimo acquisto.

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  4. L'ho appena letto anche io - mamma che storia!!! terribile!

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